|
Il Luogo è tema cruciale del teatro contemporaneo. Le
nuove forme di comunicazione, il virtuale, la Rete, ne mettono in dubbio
l'esistenza. Esso si ripropone come necessità. Del teatro, e non solo.
I contributi e le testimonianze, qui raccolti, di alcuni gruppi e
personalità artistiche rappresentativi dell'attuale ricerca teatrale in
Italia, ci ricordano come esso possa essere inteso quale luogo
costruito, che il teatro predispone a funzionare come macchina della
visione (Masque Teatro, Tearzadecade); o luogo trovato:
depositario di segretezza (Sambati); realtà che risuona nel corpo del
danzatore (Summo); "testo" di partenza per la creazione teatrale (Crisafulli);
possibile momento di coagulo di momenti irripetibili (Forte).
Nei diversi approcci - scrive Raimondo Guarino - "si incontrano
accezioni diverse della ricerca sul luogo. C'è però un senso comune a
parole chiave come oblio, vuoto, ascolto (...). Il luogo è il racconto
implicito di teatri riluttanti a narrare".
Il libro, nato come momento di riflessione su "Spirito dei luoghi", gli
interventi annuali diretti da Fabrizio Crisafulli a Formia, nelle tre
edizioni finora realizzate (1996-98), comprende riferimenti e
informazioni più generali sul lavoro nei siti di Crisafulli e della sua
compagnia Il Pudore Bene in Vista, cui si riferiscono le foto in esso
contenute, e si è arricchito in corso d'opera di contributi relativi ad
altre esperienze teatrali sul tema.
A Formia sono stati realizzati grandi spettacoli-percorso (i primi due
in siti archeologici, il terzo in un complesso sportivo-modello) che non
hanno più nulla in comune con il vecchio teatro di strada. Né con la
tensione ad "uscire dai teatri" come si configurava negli anni '60 e
'70. Essi affrontano il tema del luogo a partire dal luogo stesso. E il
rapporto col pubblico, non attraverso il discorso politico diretto.
Piuttosto quello dell'identità locale. Con approccio meditativo e
visionario. Alla ricerca di nuove forme di appartenenza, entro il quadro
della cultura contemporanea, nel contesto della globalizzazione.
In una situazione di perdita delle gerarchie e degli ordini spaziali, di
enorme sviluppo di un'immaginario delocalizzato, e di totale
ridefinizione dell'idea di memoria, il luogo - scrive ancora il curatore
- "non è per il teatro contemporaneo una declinazione dello spazio, ma
una forma del tempo". |