GRUPPO ARTE TEATRO DANZA
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AA.VV., Teatro dei luoghi. Il teatro come luogo e l'esperienza di Formia (1996-98),
 a cura di Raimondo Guarino, Gatd, Roma, 1998

testi di
Gabriele Argazzi, Vittoria Biasi, Fabrizio Crisafulli, Enrico Forte, Raimondo Guarino,
Masque Teatro, Marcello Sambati, Giovanna Summo

 

Il Luogo è tema cruciale del teatro contemporaneo. Le nuove forme di comunicazione, il virtuale, la Rete, ne mettono in dubbio l'esistenza. Esso si ripropone come necessità. Del teatro, e non solo.
I contributi e le testimonianze, qui raccolti, di alcuni gruppi e personalità artistiche rappresentativi dell'attuale ricerca teatrale in Italia, ci ricordano come esso possa essere inteso quale luogo costruito, che il teatro predispone a funzionare come macchina della visione (Masque Teatro, Tearzadecade); o luogo trovato: depositario di segretezza (Sambati); realtà che risuona nel corpo del danzatore (Summo); "testo" di partenza per la creazione teatrale (Crisafulli); possibile momento di coagulo di momenti irripetibili (Forte).
Nei diversi approcci - scrive Raimondo Guarino - "si incontrano accezioni diverse della ricerca sul luogo. C'è però un senso comune a parole chiave come oblio, vuoto, ascolto (...). Il luogo è il racconto implicito di teatri riluttanti a narrare".
Il libro, nato come momento di riflessione su "Spirito dei luoghi", gli interventi annuali diretti da Fabrizio Crisafulli a Formia, nelle tre edizioni finora realizzate (1996-98), comprende riferimenti e informazioni più generali sul lavoro nei siti di Crisafulli e della sua compagnia Il Pudore Bene in Vista, cui si riferiscono le foto in esso contenute, e si è arricchito in corso d'opera di contributi relativi ad altre esperienze teatrali sul tema.
A Formia sono stati realizzati grandi spettacoli-percorso (i primi due in siti archeologici, il terzo in un complesso sportivo-modello) che non hanno più nulla in comune con il vecchio teatro di strada. Né con la tensione ad "uscire dai teatri" come si configurava negli anni '60 e '70. Essi affrontano il tema del luogo a partire dal luogo stesso. E il rapporto col pubblico, non attraverso il discorso politico diretto. Piuttosto quello dell'identità locale. Con approccio meditativo e visionario. Alla ricerca di nuove forme di appartenenza, entro il quadro della cultura contemporanea, nel contesto della globalizzazione.
In una situazione di perdita delle gerarchie e degli ordini spaziali, di enorme sviluppo di un'immaginario delocalizzato, e di totale ridefinizione dell'idea di memoria, il luogo - scrive ancora il curatore - "non è per il teatro contemporaneo una declinazione dello spazio, ma una forma del tempo".