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Nel contesto di una mostra
collettiva che ha per tema la figura dell’angolo, l’autore
proietta un segmento di luce sulle pareti, facendolo spezzare
sull’angolo retto da esse formato e prolungandolo ai due estremi
con segni a carboncino. La luce si fa origine e matrice del
disegno, e viceversa. In tal modo, gioca sull’integrazione
disegno reale-disegno luminoso, sull’ambiguità tra materia e non
materia, tra riflessione e assorbimento della luce. Ne deriva
una figura eterea ed astratta. Una geometria evocativa. Un
“angelo” retto. |