Biografia Spettacoli Archivio Spettacoli English essai Links
Galleria fotografica Bibliografia Rassegne Stampa Contatti


>
INSTALLAZIONI<
 

 


Battito, naso, lungo - 2002
 


 

foto Stefano Fontebasso De Martino

 

installazione-percorso di luci, oggetti, videoproiezioni, suoni. Marionetta del Pinocchio e scenografie Teatro Accettella. Musica Marco Schiavoni. Montaggio video Studio Zobit. Assistenti all’allestimento Carmen López Luna, Francesca Campo. Assistente animazione video Adele Mirabella. Progetto “Teatro dei luoghi”. Produzione Centro Accettella Teatro Mongiovino, Gruppo Arte Teatro Danza - Il Pudore Bene in Vista; in collaborazione con: Regione Lazio, Assessorato alle Politiche Culturali; Comune di Anagni.
inaugurazione: Anagni (FR), Sala della Ragione del Palazzo Comunale, 25 novembre 2001. Una differente versione è stata realizzata a Roma, Galleria Sala 1, 29 aprile 2002.


Sollecitato a confrontarsi col mondo delle marionette da parte degli Accettella, storica compagnia di teatro di figura, Crisafulli sceglie un loro Pinocchio quale fonte ispiratrice e compone un itinerario di apparizioni all’interno dello storico Palazzo Comunale di Anagni che fa rivivere immagini e simbologie legate alla storia del burattino di Collodi. Non per raccontarla nuovamente, ma per creare, a partire da essa, vie ulteriori all’immaginario dello spettatore. Afferma l’autore: «Pinocchio è figura altamente indiziaria, come diceva Giorgio Manganelli: generatrice di tracce, ombre, indovinelli; archetipo e materia viva. Nel contesto ritmico dell’installazione, diventa elemento propulsore di nuove visioni». «Questo Pinocchio esserino senza neppure i vestiti è segno assoluto. In Battito, naso, lungo, la luce plastica, le ombre sono mistero intrigante e sibillino, come la notte illuminata dalla luna o dalla fiaccola, che rende percettibile l’esistenza delle ombre: una luce che sa di sovrannaturale» (E. Torelli Landini, catalogo Le Bateau Ivre, Galleria Sala 1, Roma, aprile 2002).

 

La critica

«Le opere di "luce attiva" di Fabrizio Crisafulli hanno una matrice essenzialmente legata alla sua esperienza teatrale. Un teatro dove l'economia della rappresentazione è regolata da una disposizione dell'anima, da un senso particolare per la contemplazione, che induce il regista a sentire alcune misure, alcune proporzioni, equilibri, stabili e instabili. Equilibri stabili in quanto il suo lavoro tenta di dare lo stesso peso ai diversi mezzi dello spettacolo, compreso l'attore, il quale realizza con gli altri mezzi della scenotecnica una vera e propria opera di collaborazione. Equilibri instabili, rispetto alla scena convenzionale, in quanto la luce diventa elemento prioritario nella gerarchia degli elementi inanimati della rappresentazione: La luce, nella sua intensità, direzionalità, movimento, assume una scala di valori corrispondenti ad una gamma di intensità espressive, a diverse sfumature interiori. La luce trova la sua controparte nell'ombra. È in effetti la qualità delle ombre che esprime per noi la qualità della luce; le ombre sono le figlie connaturate della luce, poiché luce non significa vederci chiaro (osserva Appia). Entrambi gli elementi sono dotati di una straordinaria suoplesse che, all'interno delle installazioni di Crisafulli, si caricano di un forte potere rappresentativo, intrisi come sono di modulazioni poetico-musicali. Le luci e le ombre nei lavori di Crisafulli hanno infatti una grande dote che si sostanzia nel ritmo; un ritmo poetico-musicale, appunto, che scandisce il tempo come un metronomo; un ritmo che, anche senza l'ausilio della visione, amplifica persino lo spazio (della fantasia).
Il suo Pinocchio - esserino in legno senza neppure i vestiti - è segno assoluto, che apre liberamente le porte all'immaginazione. Le grafie di luce sono le partiture con cui il poeta-'musicista' Crisafulli compone i suoi lavori. Il movimento delle figure si carica di infinite valenze e sfumature, anche a seconda del luogo che le ospita e grazie all'azione della luce, come elemento costruttivo, strutturale del lavoro installativo. Il movimento ritmico del burattino di Collodi è astratto, 'neutrale'. In Battito, naso, lungo [...] un pizzico di mistero, intrigante e sibillino, come la notte illuminata dalla fiaccola, che rende percettibile l'esistenza delle ombre: una luce che sa di soprannaturale».
Enrica Torelli Landini, Battito, naso, lungo, in Id., Le bateau ivre, Galleria Sala 1, Roma, 2002.

 

archivio