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INSTALLAZIONI<
 

 


Città delle ombre - 1991
 

 

installazione, con una azione di Nathalie Mentha (Teatro Potlach). Collaborazione artistica Adele Mirabella. Allestimento Francesco Bentivegna, Assunta Gulino, Luisiana Pondi, Tommaso Scibilia, Giuseppe Spampinato, Adriana Stella, Emanuele Ragusa. Musiche Mozart, Ramaswany, Schubert. Voci registrate dal vivo alla mensa del Festival. Progetto Citta Invisibili coordinato dal Teatro Potlach e diretto da Pino Di Buduo. Produzione Teatro Potlach, Il Pudore Bene in Vista; in collaborazione con: Regione Lazio, Assessorato alla Cultura; Comune di Fara Sabina.
prima presentazione: Fara Sabina (RI), piazzetta, cantine e giardino privati nel centro storico, 12 settembre 1991.


Percorso nelle cantine di un antico edificio e in un giardino fitto di vegetazione, creato all'interno di Città invisibili del Teatro Potlach. Temi dominanti: la luce e la perdita di gravità.

                                                                                
 

La critica

«Sedie, nientaltro che sedie, sammucchiano con altre sedie, quasi vi fosse stata la coppia dei vecchietti di Ionesco: è la città delle sedie, dove un passaggio clandestino porta in un giardino miracoloso immerso nei suoni dell'indiano Usha Ramaswany. Note di Mozart, chiaro di luna, alberi pieni di sedie. Qui Puck fa le sue magie, offre pozioni, e noi ci innamoriamo, alla Shakespeare, di una ballerina dolce, bianca e bella in equilibrio su una corda in una notte destate, da sogno».
Moritz Rinke, «Deutsche Zeitung», 14 ottobre 1991

«Un
installazione notturna molto spettacolare: Città delle ombre [...] è stato realizzato in tre luoghi contigui: due cantine abbandonate di un edificio storico e un magnifico giardino fitto di piante. Temi principali, la luce e la perdita di gravità. [...] Lo spazio è messo in tensione attraverso la disposizione di unenorme quantità di sedie uguali, secondo linee energetiche che indicano la loro apparente perdita di peso. Sedie appese alle pareti, accatastate contro le cantine, sedie (ma anche poltrone e divani) tra i rami e in cima agli alberi in giardino; poi profili luminosi a sottolinearne la presenza, marcare le linee architettoniche, scoprire anfratti inaspettati, [...] creare effetti scultorei o architettonici, scorci improvvisi lungo i percorsi, effetti di sospensione nello spazio. Nel giardino, costellato di foglie-stelle luminescenti, si aggirava Nathalie Mentha. Lieve, a mezzaria su una corda invisibile al pubblico, lattrice svizzera rimarcava, con la sua apparizione elegante ed enigmatica, il senso del mistero».
Manuela Battaglino, «Lighting Design», n. 14, Milano, dicembre 1991

«Crisafulli usa spesso la luce per togliere peso alla scena e agli oggetti . Un effetto etereo e misterioso di questo tipo si è visto in Città delle ombre. All'interno di questo spettacolare evento, un gran numero di sedie sembrava sfidare la forza di gravità, addirittura raggiungere la cima degli alberi, in una sorta di giardino incantato nel quale un'attrice, con l'aiuto di una corda invisibile, fluttuava in aria».
Mike Clark, «Lighting Dimensions», n. 3, vol. XXI, New York, aprile 1997

 


 

 

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