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INSTALLAZIONI<
 


Et molto meravigliosi da vedere - 2003
 


 




video
 


installazioni di luci e proiezioni. Assistente Antonella Conte. Suono Marco Schiavoni. Montaggio video Studio Zobit. Produzione Gruppo Arte Teatro Danza - Il Pudore Bene in Vista, in collaborazione con Comune di Roma, Zètema Progetto Cultura.

inaugurazione: Roma, Notte Bianca, Ponte Milvio e Ponte S. Angelo, 27 settembre 2003.


Concepito nell’ambito della prima Notte Bianca” della capitale, l’intervento riguarda due storici ponti romani, Ponte Milvio e Ponte S. Angelo. L’architettura dei ponti è assunta come spunto e matrice delle installazioni di luce, secondo il criterio del "teatro dei luoghi".

A Ponte Milvio, videoproiezioni e luci creano, sulla facciata della Torre Valadier, un’architettura virtuale in movimento sovrapposta all’architettura di pietra. L’edificio “esegue” in tal modo una “performance” incentrata sui movimenti delle sue parti, sugli spostamenti geometrici e ritmici, sulle colorazioni variabili dei bugnati. E sul suono. Un omaggio al Valadier e all’architettura neoclassica. Ma anche un viaggio mentale – sostenuto da un rigoroso impianto formale – entro un universo di riferimenti in continua trasformazione: dalle avanguardie storiche (in particolare de Stijl, per il comporsi e scomporsi delle geometrie sulla facciata), alla famosa battaglia – avvenuta proprio a Ponte Milvio – tra Costantino e Massenzio (per il movimento delle “lance” di luce rivolte verso il cielo, i boati del sonoro, i colori e le forme da vessillo proiettate sulla torre, il ritmo complessivo).

A Ponte S. Angelo, le trame proiettate sui fianchi della struttura hanno al contempo riferimenti alla sua origine romana ed alle “rovine” del Piranesi, autore di diverse incisioni aventi per soggetto il ponte stesso: suggestioni che non vengono tradotte letteralmente, ma ricondotte – nel rapporto tra muri e trame luminose – su un piano immaginifico e di legame fantastico con la memoria. Mentre, dalle banchine del Tevere, una stretta lama luminosa volteggia nell’aria e, a ripetizione, va a “colpire” fulmineamente la statua di S. Michele in cima a Castel S. Angelo, come una sciabolata o un’investitura di luce.


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