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Scrive Crisafulli:
«Jacopo Benci
mi chiede di intervenire coinvolgendomi sulla base del mio
interesse per i luoghi. Vedendo le sue immagini ho pensato a
Robert Walser, e poi a Joseph von Eichendorff. E a Xavier de
Maistre. Ho pensato a quanto il nostro aggirarci tra rimasugli
di campagna con ancora nelle orecchie il rumore di fondo della
metropoli sia lontano dall’universo di questi poeti-simbolo di
un certo modo di ascoltare i luoghi. Dal girovagare a mente
sgombra di Walser. L’“eterna domenica del cuore” di Eichendorff
non ha più luogo. Voglio pensare a questo. E scelgo di giocare
su questo. Ricavo un piccolo “racconto” mescolando brani da
diversi testi: La passeggiata di Walser, Vita di un
perdigiorno di Eichendorff, Viaggio intorno alla mia
camera di de Maistre: un “capriccio”. Ed un pensiero di
perdita. Ho poi chiesto a Jacopo di riportare il “racconto” a
matita lungo le pareti bianche della galleria, assumendo il
percorso tracciato dalla scrittura quale “luogo” di riferimento
per la collocazione delle sue immagini sulle pareti. Alla fine
della mostra, quando lo spazio sarà nuovamente imbiancato, il
testo resterà in galleria: non tra le sue carte o nella memoria
di un computer, ma “dentro” i suoi muri» (catalogo Change
1998, Roma, 1998). |