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Gioco di specularità, rimandi,
allusioni. Gioco di sguardi e sugli sguardi. In
una galleria d’arte romana, un video mostra in successione i
movimenti degli occhi di un uomo e di una donna in primo piano
che – come rivela la didascalia finale
–
«hanno guardato per un
minuto la stessa cosa». Qualche centinaio di metri più in là, a
Campo de’ Fiori, su un piccolo schermo nero sospeso di fronte
alla vetrina di una libreria, viene contemporaneamente
proiettata la “cosa” che i due hanno effettivamente guardato
durante la ripresa del video: l’uomo vestito di bianco che
esegue la “danza assoluta”. Dentro la vetrina della libreria
– parzialmente oscurata
– singole lucine illuminano i titoli di
alcuni dei volumi esposti: solo quelli che contengono la parola
“uomo”. |