Biografia Spettacoli Archivio Spettacoli English essai Links
Galleria fotografica Bibliografia Rassegne Stampa Contatti


>INSTALLAZIONI<
 

 


Pietraluce - 1999
 

 

 

installazione di luce con intervento performativo-musicale della Banda Roncati. Assistenti Fabio Manfrè, Tommaso Scibilia. Progetto “Teatro dei luoghi”. Produzione Gruppo Arte Teatro Danza - Il Pudore Bene in Vista; in collaborazione con: Officine; Città di Catania, Assessorato alla Cultura.
prima presentazione: Catania, rassegna di teatro urbano Mappe, Anfiteatro Romano a piazza Stesicoro,

8 settembre 1999.

_____________________
 

Nella piazza oscurata, l’anfiteatro romano di Catania, ridisegnato dalla luce, è visione misteriosa e sacrale. La luce ricalca l’architettura e “infuoca” la pietra lavica infondendole nuovo vigore. Il chiarore che filtra dalla cavea sembra evocare l’immagine – così familiare nella città etnea, dove Crisafulli è nato – della lava “ingrottata” durante le eruzioni. Dall’interno dell’edificio, un gruppo di musicisti (la Banda Roncati di Bologna), ognuno con una piccola lampada in testa, esce suonando nella piazza e porta il pubblico alle altre “stazioni” del percorso teatrale della rassegna "Mappe".

 

La critica

«[...] Un altro esempio interessante è rappresentato da Pietraluce, del 1999, un'installazione inaugurale, effettuata presso l'anfiteatro romano di Catania, all'interno di 'Mappe', festival/rassegna di teatro in luoghi non teatrali. L'idea di partenza per la sua realizzazione è stata di restituire energia all'immagine dell'anfiteatro, facendo riapparire, nella penombra, la pietra lavica, materiale di cui fisicamente l'anfiteatro è composto, ancora vivo e infuocato, in un'immagine potente e sacrale. Linee di luce ripetevano la struttura architettonica dell'anfiteatro ripercorrendo le forme della cavea, dei gradoni, degli archi, ecc., mentre le luci nascoste nel ventre dell'edificio richiamavano l'immagine della lava 'ingrottata'. L'idea della colata lavica ha condotto al ricordo dell'origine di quella pietra, infondendole un'energia nuova. Il pubblico, immerso nel buio (l'illuminazione pubblica era stata spenta in un'ampia area circostante), veniva sorpreso dall'apparizione luminosa, mentre un folto gruppo di musicisti con lampadine in testa usciva dall'anfiteatro (appunto, come lava appena fuoruscita dai meandri del vulcano), invitando la gente a seguirla verso gli altri luoghi della manifestazione».
Enrica Steffenini, «Itinerari mediali», n. 5, Milano, settembre/ottobre 2001

 

archivio