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«Con il “teatro dei luoghi” –
ieri, domenica, a Steinenbach –
un ensemble italiano ha
trasformato la riva del fiume
in un luogo di eventi
straordinari.
[...] È l'altro teatro:
il pubblico curioso osserva ciò
che è in corso sulla riva di
fronte del ruscello... dove tre
attrici, in un pezzo essenziale,
preciso e pieno di fantasia,
mostrano la vita reale del
ruscello».
Sybille Speiser, Adrian Huber,
Mittendrin statt nur dabei,
in «Die Südostschweitz», 6
settembre 2010
«[...]
mi piace fare l’esempio di una
breve, recente performance di
teatro dei luoghi, Dämmli
Stück, creata sul bordo di
un canale d’acqua in Svizzera.
Abbiamo lavorato e presentato lo
spettacolo di giorno. Non c’era
quindi il mio consueto lavoro
con la luce, anche se ho cercato
di entrare in relazione con la
luce naturale, nelle sue
sfumature, ombre e variazioni,
in maniera articolata. Si è
lavorato molto sul suono. Che,
insieme alle azioni, ha svolto
un importante ruolo
trasfigurativo. Abbiamo usato un
certo numero di richiami di
animali, quelli dei cacciatori:
fischietti, congegni di legno,
piccoli mantici... Richiami di
uccelli ed animali acquatici
effettivamente presenti nel
luogo. Nello spettacolo vi erano
tre livelli del sonoro che
interagivano tra loro: i versi
reali degli animali del posto, i
richiami azionati dalle tre
performer e le elaborazioni
sonore dei richiami stessi,
realizzate in studio. I rapporti
tra questi tre livelli creavano
scambi, associazioni
fantastiche, sovrapposizioni,
spiazzamenti, dilatazioni
temporali, ambiguità percettive:
fattori cui erano affidate, in
parte considerevole, le
intenzioni poetiche, visionarie,
ironiche della performance».
Il luiogo e il performer.
Simona Pietrosanti intervista
Fabrizio Crisafulli, in V.
Fiore (a cura di), Tecnologie
della finzione. L'effimero e la
città, LetteraVentidue,
Siracusa, 2011, pp. 86-87
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