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PERFORMANCE<


 


Il Bianco - 1998
 

Giovanna Summo

 

ideazione Fabrizio Crisafulli, Giovanna Summo. Regia e luci Fabrizio Crisafulli. Coreografia e interpretazione Giovanna Summo. Collaborazione tecnica Salvo Caruso. Musiche Marco Schiavoni. Progetto “Teatro dei luoghi”. Produzione Gruppo Arte Teatro Danza - Il Pudore Bene in Vista; in collaborazione con: Volterrateatro; Laboratorio Rossi Alabastri.
prima presentazione: Volterra (pi), Festival Volterrateatro 98, Laboratorio Rossi Alabastri, 22 luglio 1998.


Il luogo è un antico laboratorio di alabastro a Volterra. La struttura e le scelte poetiche della performance fanno leva sulle memorie e le forme del luogo e del lavoro che vi si svolgeva, tradizionalmente caratteristico della cultura volterrana, ora degradato dalla funzione produttiva a quella espositivo-dimostrativa rivolta al turismo. Le pose dei modelli in gesso esposti nel laboratorio, il ritmo e i rumori delle macchine (un tornio azionato da un alabastraio, un compressore col quale Giovanna Summo crea situazioni surreali), i nomi delle diverse pietre d’alabastro, le consuetudini e i detti dei lavoratori, l’atmosfera bianca del luogo dovuta alla polvere d’alabastro, divengono matrice dei testi, delle azioni, delle immagini, del tessuto sonoro.

 

La critica

«Crisafulli ha creato quattro diversi eventi a Volterrateatro 98, uno tra i più importanti festival di teatro d'avanguardia in Italia, che si tiene in Toscana, nella città di Volterra, famosa per i suoi laboratori di alabastro, e nelle aree circostanti. Si è trattato di quattro assoli di teatrodanza interpretati da Giovanna Summo (coautrice dei pezzi), la quale fungeva anche da guida rispetto al pubblico. [...] Uno di questi eventi si chiamava Il Bianco, perché costituito da un percorso attraverso il centro storico di Volterra, fatto da diversi interventi nei laboratori di alabastro. Vi era una scena nella quale Giovanna Summo agiva sopra un grande deposito di rocce grezze di alabastro, sulle quali erano proiettate altre rocce, ed un'altra in cui una serie di modelli di gesso dell'Ottocento affioravano magicamente dal buio: un effetto creato con delle lavagne luminose da conferenza, dotate di 'gobos' fatti a mano, che sono spesso usate da Crisafulli, insieme ad altri strumenti tradizionali come proiezioni di diapositive e video. In questo caso, la danza della Summo era ispirata alle pose delle statuine di gesso, e il loro ritmo era in relazione con il rumore di un tornio. A causa della esiguità degli spazi, e performance venivano ripetute diverse volte nel corso della giornata, per permettere al pubblico di accedere numeroso».
Mike Clark, «Lighting  Dimensions», New York, dicembre 1998.

«La linea luminosa affida alla luce un piano di rivelazione di alfabeti segreti quando nella performance Il Bianco nel laboratori di alabastro (1998, Volterra, Festival Volterrateatro) attivando un 'guardare dentro' come concentrazione dell'apparato visivo, La concezione artistica indice sul comportamento dello spettatore e sul senso della socialità».
Vittoria Biasi, «Lighting Design», n. 54, Milano, gennaio-febbraio 1999

 

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