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PERFORMANCE<


 


La Corte - 2002
 


 

ideazione, regia, luci Fabrizio Crisafulli.  Coreografia Giovanna Summo. Con Simona Lisi, Giovanna Summo. Assistente alla regia Sara Marchesi. Musica Andrea Salvadori, Marco Schiavoni. Assistente tecnico Lorenzo Lopane. Progetto “Teatro dei luoghi”. Produzione Gruppo Arte Teatro Danza - Il Pudore Bene in Vista; in collaborazione con: A.C.T.OR., Verona; Comune di San Martino Buon Albergo, Assessorato alla Cultura; Regione Veneto.
prima presentazione: Marcellise di S. Martino Buon Albergo (VR), festival Itinera, Villa Orti-Manara, 29 giugno 2002.


Performance di “teatro dei luoghi” creata nel giardino e nella corte di una villa patrizia settecentesca nel veronese, tuttora abitata dalla famiglia che le ha dato originariamente nome. La storia dell’edificio suggerisce i testi. I suoi caratteri spaziali indicano il percorso. Quelli architettonici forniscono spunti alle immagini e ai movimenti. Le mancanze ed i vuoti nel tessuto del giardino, nelle sculture e nell’architettura ispirano le azioni. Le statue (gesti, vesti, posizioni) divengono matrici per coreografie e costumi evocativi e immaginifici. Il lavoro guarda anche alla collocazione della villa in un contesto che non corrisponde più alle sue origini, e questo suscita immagini e suoni legati alle contraddizioni del contemporaneo.

 

La critica

«La Corte, viaggio teatrale a Villa Orti Manara, performance proposta dal Gruppo Arte Teatro Danza, pone il luogo come matrice da cui ritmo, suoni, testo e soprattutto luci s'irradiano con un equilibrio compositivo tutto emotivo [...] un film di suggestioni, una cascata di quadri luminosi che obbligano il pensiero così come il corpo (ci si sposta all'interno della villa) a muoversi alla ricerca di un ubi consistam, un punto d'osservazione privilegiato. [...] Attraverso il lungo viale d'ingresso si giunge alla prima apparizione nella notte: parole di un'attrice che evocano le pietre posate per costruire i paesi limitrofi. Poi il parco si illumina, un bosco riflette luci metalliche, 'puntate' luminose danno vita a statue 'viventi' (Simona Lisi e Giovanna Summo) [...]. La villa sullo sfondo diventa tridimensionale, ripopolata dai fantasmi degli avi che occhieggiano tra le finestre bianche mentre la facciata si sgretola lungo crepe luminose per dissolversi in un cielo stellato che la fa brillare come in una notte d'estate. È la Storia di una unità mistica con la natura, l'uomo ne è l'intermediario invisibile, dimensione visionaria rispetto al flusso senza fine degli eventi».
Simone Azzoni, «L'Arena», 2 luglio 2002

 

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