|
Viaggio teatrale ispirato alla
figura della Sibilla. Testi, gestualità, installazioni sonore,
luci, proiezioni trasformano il Teatro La Fenice di Amandola in
un luogo magico e dinamico, di visioni e profezie. Gli
spettatori si muovono attraverso il sottopalco, la sala, i
palchetti, il palcoscenico, i camerini e gli ambienti di
servizio, e giungono infine nella piazza esterna. Il primo
tratto in discesa; il secondo in salita. L’arco che
dall’immersione iniziale fa risalire all’esterno è
contrassegnato da continui mutamenti dei punti di vista e delle
atmosfere. Le azioni arcane e potenti di un’unica
attrice-danzatrice, Simona Lisi, afferrano e poi rilasciano la
figura allo stesso tempo definita ed imprendibile della Sibilla.
In costante oscillazione tra forma e movimento, stasi e flusso,
fissità dell’icona e sua trasformazione.
La critica
«[...] nel
teatro La Fenice, gioiellino dell'architettura settecentesca
posto nella parte alta del centro storico cittadino, che seppur
in fase di restauro, rappresenta uno degli spazi più suggestivi
del Festival. Qui, giovedì e ieri sera Il Gruppo Arte Teatro
Danza ha proposto il suo 'Luce nera', un progetto unico,
realizzato in occasione del festival internazionale del teatro
della terra delle sibille, con Simona Lisi, per la regia di
Fabrizio Crisafulli, ideato dagli stessi e prodotto dal
festival. In perfetta coerenza con il tema ispiratore
dell'edizione 2000 della manifestazione, Simona Lisi accompagna
lo spettatore in un piccolo percorso-spettacolo che si snoda e
si insinua nei meandri del teatro, che si tramutano nei luoghi
fantastici e dinamici di un itinerario di ascolto dedicato alla
figura estetica e ribelle della Sibilla e al suo mito. I testi,
la gestualità, le luci, le proiezioni e le sonorità che
scandiscono l'incedere dello spettatore evocano i luoghi
profetici, le potenze, gli enigmi che abitano l'immaginario
legato alla dimensione in cui la sciamana esiste e si muove. Un
originale percorso visionario e poetico, fatto di eventi e
rivelazioni dall'oscurità, realizzato con una magistrale
orchestrazione di luci, ombre e suggestioni sonore, che, nelle
quattro replice in cui è stato proposto, si è affermato come una
pièce teatrale a cui il pubblico non solo amandolese ha risposto
con ricchissima partecipazione».
Fabio Pucciarelli, «Corriere Adriatico», 9 settembre 2000 |