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PERFORMANCE<
 

 


Tripla Italiana - 1992
 

 

ideazione, regia, luci Fabrizio Crisafulli. Con Giusi Gizzo, Ramona Mirabella, Agata Monterosso. Collaborazione artistica Adele Mirabella. Allestimento Salvo Caruso, Massimo Corsaro, Mila Guerrieri, Tommaso Scibilia. Musiche Michael Rot, Gabriel Pierne, Stephan Kuhne, eseguite dal vivo dal Carinthia Saxophon Quartett, direttore Gilbert Sabitzer. Progetto “Unsichtbare Städte” coordinato dal Teatro Potlach e diretto da Pino Di Buduo. Produzione Teatro Potlach, Il Pudore Bene in Vista; in collaborazione con: Stadt Klagenfurt Kultur; Land Karnten Kultur.
prima presentazione: Klagenfurt, Festival Internazionale Woche der Begegnung, giardino del castello Rosenberg e rive del Wörthersee, 19 giugno 1992.


Il luogo, riattraversato secondo il criterio del "teatro dei luoghi" è il settecentesco castello Rosenberg sul Wörthersee, con il parco che lo circonda. Un succedersi di aperture-chiusure di doppie porte sagomate dalla luce viene messo in moto da tre giovani donne, in una «nitida e fiabesca performance, tra libro di lettura e scatole cinesi» (M. Caporali, «l’Unità», 7 giugno 1994). Apparizioni inaspettate evocano profondità e forze oscure. Nel giardino, accadimenti lievi che si compongono attorno a tre grandi alberi. Con suggestioni di forze primigenie.  Il tutto incentrato, nella sua struttura, sul numero tre (tre donne, tre piani di profondità delle porte, tre alberi).

                                               

L             La critica                                   

«Un'utopia all'indietro che dirige la sua forza verso il futuro. [...] Ricordi che rimangono incancellabili [...]. Questo evento teatrale nei pressi del Lendkanal ha rimesso in discussione l'univocità del nostro normale procedere, portandoci indietro in una dimensione di felicità perduta, all'albero della conoscenza».
Siegmund Kastner, «Mittwoch», 24 giugno 1992

«Nel rettangolo di luce puntato contro il grande muro di pietra, c'è una porta di legno. Si apre. Dietro di essa, unaltra porta di legno. Nello spazio tra le due porte, cè una donna in posa geometrica. Ci rendiamo conto che le porte hanno maniglie, e sono formate dallunione di singole travi. La luce cambia, e cambia limmagine. Le tre donne corrono attorno agli alberi argentati. Gli alberi erano lì, ma ora li vediamo in altra luce. Sebbene non venga narrata alcuna storia, si è sempre più rapiti. Limmaginazione corre. E questo è teatro».
Julie Little, «Diskurs», ottobre 1992

«In una scena poetica, costituita da elementi del passato, si creano immagini vive, toccanti. Davanti alla fermata del Paradiso, nel parco del Castello di Loretto, cè la coda. Un numero sempre maggiore di visitatori attraversa il ponte per vedere quelle figure sagomate dalla luce: vanno come le anime dei morti...».
Karin Petutschnig, «Kleine Zeitung», 22 giugno 1992

«Nitida e fiabesca performance con porte, tra libro di lettura e scatole cinesi».
Marco Caporali, «lUnità», 7 giugno 1994


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