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«Fra la danza e
l’architettura c’è una relazione segreta: la prima
crea dinamiche tra “mobili” nello spazio, l’altra
immagina quelle tra “im-mobili”. Fabrizio Crisafulli,
cresciuto come architetto, ne ha avvertito
l’attrazione fatata e familiare insieme. Artista
originale, curioso, dalla natura schiva e di ironia
sommessa (qualità che ce lo rende ancora più
prezioso), si è messo in ascolto, per cogliere le
armonie recondite tra le due arti. Per risolvere il
suo personale koan, trovando la danza delle cose, il
suono dei luoghi, il dialogo silenzioso delle parti.
A partire dalla luce, diventata protagonista
inter-attiva. Prima fra pari. Nel gioco di risonanze
creato dai lavori di Fabrizio non ci sono
“primedonne”, tutto partecipa nel rincorrersi nel
primo piano. Un po’ come negli “Eventi” di Cage e
Cunningham, tutto scorre, tutto accade. In questo
“ribaltamento di subalterni”, di elementi cioè
considerati accessori in un’idea tradizionale di
spettacolo, è il passo chiave delle opere di
Crisafulli, che si inserisce così nell’onda di un
teatro da nuovo millennio. Basta con il décor. Basta
con le costruzioni lego, un pezzo alla volta, un
giunto qui e uno là. Basta coi puntelli, i sostegni,
gli evidenziatori. La trama meccanica del divenire.
L’artefice di architetture danzanti ci fa mettere il
piede nell’era elettronica presagita da McLuhan. Non
si assiste alle performance da lui imbastite, si
fluisce. È come immergersi nel sentire (Senti,
si intitola appunto uno dei suoi lavori). Un essere
(ri)chiamati all’emozione. Quasi un rito, se
non ci fosse l’ironia a fare da piccolo Brecht-break.
Come il suono di gong che riscuote i sensi per non
scendere nella trance. Non ci vuole ipnotizzati,
Crisafulli, ma attenti all’attimo. Percettivi di
quel che si muove fuori e dentro di noi. In cerca
dell’anima che si nasconde, la dea delle piccole
cose. Quella crepa di non-inferno che il Marco Polo
di Calvino invitava a ritrovare, a stimolare. A
farla crescere, durare […] ».
(Rossella
Battisti, Un teatro da nuovo millennio, In
Fabrizio Crisafulli: un teatro dell'essere, a
cura di Silvia Tarquini, Editoria & Spettacolo,
Roma, 2010, pp. 5-6). |