Biografia Spettacoli Archivio Spettacoli English essai Links
Galleria fotografica Bibliografia Rassegne Stampa Contatti


>R A S S E G N E   S T A M P A<
 


Forest and Virtual Buffet - 2005, installazione
 

    
                                                                            foto di Stefano Felicetti


«Se [in altri lavori] la luce di Crisafulli si confronta con la “massa” architettonica e con il "luogo come testo”, in [questa] grande installazione, Forest and Virtual Buffet, promossa dalla Philip Morris in collaborazione con Synergy Leo Burnett, e realizzata al Muzej “25 Maj” di Belgrado, l'“incontro” avviene sempre con il luogo, ma questa volta inteso in un senso più ampio, antropologico. Si tratta del luogo momentaneo costituito dall'occasione umana della festa inaugurale dell'installazione stessa. In una prima grande sala, tutta bianca, si svolge un vero e proprio ricevimento, con buffet e concerto dal vivo, concepiti, nelle loro dinamiche, dall'artista stesso. Nella stanza attigua, un “buffet virtuale”, ripetizione immaginifica di quello “reale”: entro la volta di un cielo stellato, in un ambiente sonoro di tintinnii e piccole esplosioni, galleggiano due grandi tavoli ovali, come astronavi in quel firmamento. Sui tavoli, che hanno la stessa forma e le stesse proporzioni di quelli del vero ricevimento, è videoproiettato un “buffet” ripreso dall'alto, preliminarmente realizzato con un gruppo di comparse in uno studio televisivo, con tavoli, oggetti e cibi del tutto simili a quelli poi impiegati nella festa: le braccia dei “finti” invitati entrano ed escono dall'ovale-immagine, con ironici giochi di ralenti e accelerazione. Lo spettatore può forse riconoscersi in esse.
Nell'ambiente successivo – una grande sala di 600 mq, tutta nera e buia, speculare, per dimensioni e orientamento, allo spazio bianco del ricevimento, – c'è la “foresta”, popolata da una selva di forme che alludono al luogo antropologico “folla” (il sonoro dell'installazione chiarisce questo aspetto, riproducendo in differita immediata le voci reali delle persone e la musica dal vivo microfonate nella stanza della festa). Forest consiste di 47 aste, lunghe 3- 4 metri e larghe 25 cm , fissate a terra su di un piedistallo, con inclinazioni e direzioni diverse. Qua e là, pendenti dal soffitto, alcune “lune”. Aste e lune sono gli “schermi” sui quali [...] vengono proiettate forme di luce dinamica esattamente coincidenti. I supporti sono fissi, ma la foresta vive di luce, si muove, pulsa, mostra fibrillazioni, dissolve, torna. Se l'astrazione di queste forme e colori fa pensare a Kandinskij, si tratta però di un Kandinskij trasportato nella cubatura nera di uno spazio “teatrale” e invitato ad eseguire una performance la cui matrice è costituita, secondo il criterio del teatro dei luoghi, dalla situazione stessa e in questo caso da un evento sociale di incontro. La reazione del pubblico di Belgrado, un “pubblico” recentemente bombardato da bombe vere e non solo da bollettini di guerra, è stata di penetrazione di quello spazio e dell'opera, di sperimentazione e misura dei percorsi possibili, di verifica tattile della presenza di corpi, di baci al buio sotto le “lune”».
Silvia Tarquini, «Luxflux Proto-type Arte Contemporanea», n. 17, 2005

 


scheda

sommario