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«In questo fascinoso
campo di calcio di Ciampino, con ai bordi il grande
edificio
diroccato, agito in tutta la sua estensione, tetto
compreso... mi č sembrato vi fosse un senso di
costruzione musicale nel modo in cui apparivano e
scomparivano gli interni sulla facciata, e come
l'immagine si componeva con le presenze umane».
Luigi
Billi, «Opening», n. 23, ottobre 1994
«Un filare di alberi argentati luccicanti nel buio e
la visione a sorpresa di una squadra di spalatori in
cima ad un grande bunker, introducevano il Pessoa di
Adonella Monaco, detto sullo sfondo di un palo
infuocato. Poi, l’azione di Marcello Sambati, tra
fili d’erba e cerchi di lampadine; la danza di
Giovanna Summo entro lo specchio della porta di
calcio; la voce di Daria De Florian proveniente
dall’edificio abbandonato, tra visioni di finestre
accese e misteriosi movimenti nelle sue viscere
diroccate. Finale, un’umoristica
“partita” di
pallone di un variopinto gruppo di
danzatori-calciatori [...]. Teatro come successione
di luoghi immaginari».
«Juliet Art
Magazine», n. 70, dicembre-gennaio 1994-1995
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