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Manuela De Cardona

 



                                                                                    

 Le acque (foto Massimo Siragusa)

 

«Il lavoro di Fabrizio Crisafulli e della sua compagnia Il Pudore Bene in Vista (nome tratto da un poemetto di Max Ernst e Paul Eluard che dava il titolo al primo pezzo del gruppo) costituisce un caso “sui generis” nel panorama attuale della ricerca teatrale. Architetto di formazione, regista e lighting designer, Crisafulli conduce, dalla seconda metà degli anni ’80, un lavoro attorno al concetto di drammaturgia, intesa come risultante di componenti diverse, tra le quali però la luce, lo spazio e la visione assumono la funzione strutturante di maggior rilievo. Dopo alcuni anni di lavoro laboratoriale in Sicilia, i primi pezzi della compagnia Il Pudore Bene in Vista e Risveglio Ufficiale del Canarino, ambedue del 1991, si rivelavano con riscontri sul piano internazionale – esempi sorprendenti di linguaggio basato su un impianto visivo: una orchestrazione quasi musicale dei pezzi, una precisione di tipo architettonico nell’impiego dello spazio, e un uso sensoriale del buio, il quale dice Crisafulli – “va progettato esattamente come va progettata la luce”.
Questo tipo di poetica ha raggiunto punte estreme e rigorose nelle installazioni e negli spettacoli di sola luce. Vedi il memorabile esperimento di teatro oggettuale La Memoria che si vede (1992) e gli spettacoli prodotti con gli studenti delle Accademia di Belle Arti. […] Per altro verso, la ricerca si è maggiormente sviluppata anche per quanto riguarda i rapporti tra parola, testo e visione. Esemplari in proposito i lavori del ’93 dedicati alla figura della poetessa austriaca Ingeborg Bachmann, creati a Roma attuale base della compagnia – in collaborazione con Daria De Florian: Accessibile agli uomini, In cerca di frasi vere, Acuta di conoscenza, amara di nostalgia. In cerca di frasi vere era un piccolo capolavoro di costruzione poetica attraverso la combinazione di parola, immagine e musica, costruito per la “scatola nera” teatrale, con grande perizia tecnica. Mentre gli altri due erano “pezzi unici” creati per ambienti non teatrali, molto significativi per il modo in cui mettevano a frutto gli spazi trovati, con risultati delicati e suggestivi. È proprio nel senso della sostituzione della scenografia con ambienti “trovati” che una parte del lavoro di Crisafulli si è indirizzata negli ultimi anni. […] “Teatro dei luoghi” è oggi un vero e proprio progetto che intende contrastare “la disattenzione e la trascuratezza nei confronti dei luoghi indotte dalla vita attuale, così distratta dalla velocità delle funzioni, dall’invasione televisive, dall’incedere delle realtà virtuali, della telematica…”. Non più il vecchio teatro di strada (che era piuttosto un teatro “nei” luoghi), ma un lavoro che assume i siti come “elementi strutturali del pezzo teatrale, sia per quanto riguarda la sua organizzazione visiva e spaziale, che le scelte relative ai testi, la drammaturgia, i percorsi, i ritmi, i suoni».
(Manuela De Cardona, Il Pudore bene in vista. Teatro dei luoghi, una ricerca necessaria, «Primafila», n. 27, Roma, gennaio 1997).


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