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High Vaultage - 1995
 



                                                          foto di Robert Goldstein

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«Non si è mai visto – o udito – uno spettacolo di danza come questo [...] un universo sospeso in una dimensione magica e atemporale [...] un connubio di sfida, eleganza, mercurialità. [...] High Vaultage è abilmente strutturato in modo da alternare le singole sezioni dello spettacolo nelle diverse zone dello spazio, e a differenti altezze: sul pavimento, in aria, sulle pareti, il soffitto, le passerelle sospese, le finestre e altri angoli inaspettati, con effetto di continua variazione del punto di vista e di sorpresa per il pubblico. [...] Uno dei momenti visivi più interessanti è quando Crisafulli illumina la parete di fondo con una serie di strisce rosse che inglobano due delle danzatrici (Sophy Griffiths e Isabel Rocamora), assimilandole nellimmagine generale, per poi – con un lento cambio di luce – farne brillare i costumi bianchi, facendole di nuovo galleggiare nello spazio, come se camminassero sullimmagine proiettata. [...] La parte finale dello spettacolo è fortemente atmosferica, intensa, emozionante. Due danzatrici, le loro figure, si muovono con grazia, volteggiano, volano attorno al trapezio, creando grandi ombre sul muro retrostante. È un lavoro di stupefacente perfezione, anche per la sua capacità di tradurre dramma, autocontrollo, forza e concentrazione in esisti di grande essenzialità e apparente mancanza di sforzo».
Louise Stickland, «Live!», Londra, agosto 1995

«Performance concepita come percorso per il pubblico, indotto a inoltrarsi in ogni angolo del grande spazio, con le danzatrici e i musicisti che agiscono sulle passerelle, sui muri o venendo fuori dai loro stessi camerini. Col supporto di musica originale, suonata dal vivo, e di interventi di luce appositamente concepiti. [...] Ingegnosa la danza con le scale; assai curioso il pezzo eseguito da danzatrici su tricicli, con lampade da minatori in testa. Le soluzioni visive, nei pezzi al trapezio e sui muri, catturano completamente».
Mark Cunnington, «Total Theatre», Londra, n. 3, autunno 1995

«Evento multimediale unico. [...] Spettacolo di alto livello tecnico e creativo, cui hanno principalmente contribuito, insieme a Momentary Fusion, le installazioni di luce dellartista italiano Fabrizio Crisafulli, e il compositore contemporaneo Gareth Williams».
Simon Croft, «Staging», Londra, settembre 1995

«Un pezzo di teatro che mi ha colpito profondamente, con una conclusione da infarto [...]. Due donne in alto, su un trapezio, come sorelle sulla luna, inscenano un universo di vicinanze, rivalità, dipendenze, con manovre complesse e toccanti. Assai più che semplice abilità: sono figure ultraterrene, di ascetica spiritualità, cariche di malinconia».
Ismene Brown, «The Daily Telegraph», 18 gennaio 1995

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