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«In un’area posta al
confine tra le arti visive, il teatro e la danza, si
colloca l’operazione di Fabrizio Crisafulli, artista
attivo a Roma dove dirige la compagnia Il pudore
bene in vista. Da molti anni ormai la sua ricerca si
è orientata verso un’analisi delle modalità
d’impiego della luce, utilizzata sia in funzione
spazio-temporale sia come elemento drammaturgico
nella costruzione dello spettacolo. Particolarmente
interessanti per l’originalità dell’assunto sono gli
interventi legati al progetto del cosiddetto teatro
dei luoghi, nel quale un luogo reale, esplorato
nelle sue caratteristiche tipologiche e nella sua
identità, è assunto come testo e matrice del lavoro.
Tra i diversi interventi realizzati in questo ambito
di ricerca si distingue, per la qualità poetica e
l’intensa suggestione legata alle caratteristiche
del sito prescelto, Numina (2000), realizzato
nella necropoli etrusca di Cerveteri. Lo spettacolo
è stato concepito come un itinerario notturno in cui
la luce scaturiva dal paesaggio e dagli elementi che
lo caratterizzavano, prendendo da essi forma, ma
creando al tempo stesso nuove modalità di visione
che incidevano sulla fruizione percettiva. Il
percorso si snodava per stazioni, contrassegnate
ognuna da un evento: dizioni di poesia, azioni
danzate, interventi visivi condotti sulle
preesistenze ambientali trasfigurate dalla luce come
apparizioni. Ispirandosi alle arti divinatorie
etrusche che comprendevano anche l’arte di leggere i
fulmini, Crisafulli aveva concepito l’idea di un
albero trafitto da linee spezzate di luce che
evocavano l’immagine del fulmine. La luce era il
vero motore dello spettacolo tutto costruito
sull’inaspettato affiorare delle immagini dal buio
lungo un percorso visionario che saldava gli eventi
in atto allo spirito e alle memorie del luogo».
(Silvana Sinisi, La scena teatrale, in
XXI Secolo, volume
Comunicare e Rappresentare, Enciclopedia
Treccani, Roma, 2009, p. 461).
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