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>SPETTACOLI<
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Campo d’azione
- 1994
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Massimiliano Pederiva
(foto Paolo Pace)
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progetto di
Fabrizio Crisafulli, Daria Deflorian, Adonella
Monaco, Marcello Sambati, Giovanna Summo,
comprendente le performance: Sogno di
Adonella Monaco, testi di Fernando Pessoa;
Scorpioni di Marcello Sambati;
Sopra Luogo di Fabrizio Crisafulli e
Daria Deflorian, testi di Pier
Paolo Pasolini; Partita di Giovanna
Summo. Con Adonella Monaco, Daria Deflorian,
Marcello Sambati, Giovanna Summo, Giuseppe
Alagia, Laura Benfenati, Felice Casciano, Tiziana
Fornetti, Vincenzo La Pertosa, Simona Galluppi,
Ingrid Golding, Maria Teresa Marotta, Massimiliano
Pederiva, Maria Grazia Sarandrea, Marco Vallarino.
Costumi collettivi. Progetto luci Fabrizio
Crisafulli. Produzione Dark Camera, Laboratori
Riuniti, Il Pudore Bene in Vista, Roma Sud; in
collaborazione con Comune di Ciampino, Assessorato
alla Cultura.
prima
rappresentazione: Ciampino, campo di calcio della
Polisportiva ed edificio diroccato dell’igdo,
24 settembre 1994. |
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Evento-percorso
– comprendente performance
di diversi artisti –
realizzato in un campo di calcio di periferia, a Ciampino, sullo
sfondo del fatiscente Collegio del Sacro Cuore: ex scuola per
ragazze-bene, bombardato nel 1943 ed abitato in seguito da oltre
tremila sfollati, meta, nei primi anni ’50, delle passeggiate di
Pier Paolo Pasolini con i suoi studenti.
Sopra Luogo,
il pezzo di Crisafulli e Deflorian, isperato al criterio di
Crisafulli del "teatro
dei luoghi", si basa su versi scritti da Pasolini quando insegnava proprio a Ciampino. Riguardo al lavoro
sul luogo gli autori citano lo stesso Pasolini, a proposito del
suo modo di organizzare il set: «lavorare
e disporre su di esso come su una pagina letteraria o su un
verso: l’inizio luminoso, la misura metrica, la densitą, la
resistenza, la docilitą al movimento».
La critica
«In questo fascinoso
campo di calcio di Ciampino, con ai bordi il grande
edificio
diroccato, agito in tutta la sua estensione, tetto
compreso... mi č sembrato vi fosse un senso di
costruzione musicale nel modo in cui apparivano e
scomparivano gli interni sulla facciata, e come
l'immagine si componeva con le presenze umane».
Luigi
Billi, «Opening», n. 23, ottobre 1994
«Un filare di alberi argentati luccicanti nel buio e
la visione a sorpresa di una squadra di spalatori in
cima ad un grande bunker, introducevano il Pessoa di
Adonella Monaco, detto sullo sfondo di un palo
infuocato. Poi, l’azione di Marcello Sambati, tra
fili d’erba e cerchi di lampadine; la danza di
Giovanna Summo entro lo specchio della porta di
calcio; la voce di Daria De Florian proveniente
dall’edificio abbandonato, tra visioni di finestre
accese e misteriosi movimenti nelle sue viscere
diroccate. Finale, un’umoristica
“partita” di
pallone di un variopinto gruppo di
danzatori-calciatori [...]. Teatro come successione
di luoghi immaginari».
«Juliet Art
Magazine», n. 70, dicembre-gennaio 1994-1995
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Giovanna Summo
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