< high vaultage

Biografia Spettacoli Archivio Spettacoli English essai Links
Galleria fotografica Bibliografia Rassegne Stampa Contatti


>SPETTACOLI
<
 


High Vaultage - 1995
 


                                                                          foto di Robert Goldstein


ideazione Fabrizio Crisafulli, Momentary Fusion, Gareth Williams. Coreografia Sophy Griffiths, Isabel Rocamora. Disegno luci e proiezioni Fabrizio Crisafulli.  Con Blanca Arrieta Albanot, Nicky Gibbs, Sophy Griffiths, Kate Oliver, Isabel Rocamora, Steve Wagland; e con i musicisti-performers Jane Burdon, Jo Pete, Gareth Williams. Costumi Brian North, Isabel Rocamora (consulente Emma Fryer). Direzione tecnica Greg Clarke. Musiche Gareth Williams. Assistente alle proiezioni Felicita Platania. Produzione Momentary Fusion, Il Pudore Bene in Vista; in collaborazione con: London Arts Board; Camden L. & C.; Shiva ltd.

prima rappresentazione: Londra, Arts Depot, Turnhalle Building, 18 luglio 1995.


Lavoro site-specific realizzato in collaborazione con le coreografe Sophy Griffiths e Isabel Rocamora e il musicista Gareth Williams. Costruito nel corso di sei mesi al Turnhalle Building di Londra, edificio voltato vittoriano che nella seconda metà dell’Ottocento era stato il primo gymnasium del Regno Unito e importante luogo di sperimentazione nel campo delle discipline fisiche.  Il titolo allude alla combinazione tra l’alto grado energetico della performance e il ruolo strutturante svolto dal luogo: vaultage richiama l’elettrico voltage attraverso vault, che significa allo stesso tempo “volta architettonica” e “volteggio”. Secondo il criterio del "teatro dei luoghi" cinque danzatrici aggrediscono l’architettura o con essa si misurano, calandosi da grandi altezze, volteggiando nello spazio, camminando sui muri. «La loro è danza contemporanea, con la particolarità di svolgersi in aria» (G. Barber, «The Independent», 20 agosto 1994). Il pubblico si sposta dal parterre ai ballatoi superiori, mentre la performance “scende” gradatamente dalle volte a terra, stabilendo una dinamica, e alla fine un ribaltamento, del rapporto spettatori-scena. La luce ha ruolo allo stesso tempo poetico e strutturante, e ridefinisce in termini visionari l’architettura dell’edificio e della danza. I musicisti mettono in gioco se stessi e la propria strumentazione. Le casse diffondono i suoni volteggiando in aria, entrando nel generale movimento coreografico.

                                                                                
  rassegna stampa


archivio