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Lingua Stellare (dedicato a Velimir Chlébnikov, presidente del Globo Terrestre) - 2000
 


                                         foto di Marta Orlik Gaillard
 


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deazione e scrittura scenica Fabrizio Crisafulli, Giovanna Summo. Regia, spazio, luci Fabrizio Crisafulli. Coreografia Fabrizio Crisafulli, Giovanna Summo. Con Giuseppe Asaro, Carmen López Luna, Massimiliano Pederiva, Giovanna Summo. Musiche e sonorizzazione Andrea Salvadori. Assistente scenografa Antonella Conte. Costumi Carmen López Luna. Produzione Gruppo Arte Teatro Danza - Il Pudore Bene in Vista, in collaborazione con: Ministero Beni e Attività Culturali, Dipartimento dello Spettacolo.

prima rappresentazione: Roma, rassegna Danza und Tanz, Teatro Furio Camillo, 31 marzo 2000. Differenti lavori in forma di studio erano stati presentati a Roma e Ferrara.


Dedicato a Chlébnikov, lo spettacolo è il risultato di un percorso di ricerca che ha dato luogo – prima dello spettacolo definitivo – alla presentazione di alcuni studi in progress. «Era l’inizio del xx secolo quando Chlébnikov preconizzò, con grande slancio visionario e poetico, la possibilità di un superamento dei linguaggi particolari per un approdo ad una lingua assoluta, transgeografica e transculturale. Lo fece attraverso una poesia intessuta di distorsioni infantili e tensioni sperimentali, capace di attraversare in profondità infiniti spessori stilistici. Chlébnikov aveva una straordinaria capacità di sentire fisicamente il linguaggio e le sue stratificazioni di senso, capacità che ebbe il suo sviluppo più appariscente nelle liriche transmentali, i componimenti che costruiva di soli fonemi pur se sempre attento alle risonanze etimologiche, o nei “transracconti”, architetture di racconti nelle quali ogni singola parte è indipendente, come in un moderno ipertesto. Lingua stellare è il primo frutto di un progetto dedicato alla riflessione sul significato del teatro e della danza in un’epoca in cui nuove tecnologie, infosfera, predominio delle comunicazioni a distanza, hanno totalmente mutato il loro contesto e le loro ragioni. La poesia di Chlébnikov è per Lingua stellare un punto di partenza, per affrontare il profondo cambiamento che le nuove modalità di comunicazione hanno provocato sulla generale sensibilità nei confronti del corpo, dello spazio, degli oggetti e delle loro reciproche relazioni. Come negli “uomini-suono” di Chlébnikov in Lingua stellare il corpo e la parola si fondono e la danza riparte dai suoi elementi costitutivi essenziali» (dal programma di sala, a cura di C. Gualandi, Teatro Comunale di Ferrara, marzo 2000).

                                                                              
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