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Spirito dei luoghi 97. Criptoportici - 1997
 


 

spettacolo-percorso ideato e diretto da Fabrizio Crisafulli. Interventi di Marzia Andronico, Massimo Corsaro, Fabrizio Crisafulli, Valerio Di Pasquale, Antonella Gentile, Roberta Lena, Carmen López Luna, Paola Ricci, Marcello Sambati, Maurizio Stammati, Giovanna Summo. Con un’installazione di Salvatore Bartolomeo. Costumi collettivi. Progetto luci Fabrizio Crisafulli. Collaborazione tecnica Stefania Bruno, Luigi Scoglio. Progetto “Teatro dei luoghi”. Produzione Il Pudore Bene in Vista, in collaborazione con: crt Hormiai Teatro; Comune di Formia, Assessorato alla Cultura; Regione Lazio, Assessorato Politiche Culturali; Soprintendenza Archeologica per il Lazio.

prima rappresentazione: Formia, Pescheria, Darsena della Quercia, Criptoportici romani, 19 settembre 1997.


Seconda edizione della manifestazione inaugurata a Formia l’anno precedente. Spettacolo-percorso nell’antica darsena dei pescatori e nei Criptoportici sottostanti la villa comunale, dettato dal criterio del "teatro dei luoghi". Questi ultimi sono lambiti da una superstrada che ne interrompe il rapporto con il mare. «Si trattava scrive Crisafulli di confrontarsi con questa arteria, con le lacerazioni da essa prodotte, con il suo portato di concitazione e rumore, che all’inizio ci sembrava quasi insostenibile. La decisione è stata poi di non isolare il monumento dal suo difficile contesto, allargando il progetto all’intera zona. Il lavoro ha risentito molto di questa scelta. Tutta la prima parte del percorso aveva a che vedere nelle componenti visive e installative, nelle azioni e nei testi con quella difficile compresenza, col rapporto stridente tra mare e viabilità, pescatori e traffico. L’accesso alla seconda parte i Criptoportici era contrassegnato da un’interruzione: un blocco di controllo, nato per regolare il flusso del pubblico, e mantenuto perché ben corrispondeva alla reale cesura tra le due parti del tragitto. Dopo aver percorso il cavalcavia, assistendo all’azione sull’acqua, accanto al flusso delle macchine, gli spettatori superavano il filtro del servizio d’ordine assunto come parte dell’evento ed accedevano ai Criptoportici. Dove s’immergevano in una situazione buia, misteriosa. Dove eravamo guidati dal sentimento di stare in una zona oscura; un labirinto; di avere a che fare con i risvolti nascosti delle cose. Sono venute fuori immagini riferibili al passato reale del luogo, non solo quello romano. Ad esempio, suoni che potevano ricordare le sirene delle contraeree. E, durante l’ultima guerra, i Criptoportici erano stati usati come rifugio» (intervista a cura di V. Biasi, in Aa.Vv., Teatro dei luoghi, gatd, Roma, 1998).


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