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>VIDEO<
 

Ridire
5’, 2000

Ddue
2’, 1998
con Fabrizio Crisafulli e Giovanna Summo

Pei 2
9’, 1998
con Fabrizio Crisafulli

Pei 1
9’, 1997
con Fabrizio Crisafulli.

Finalmente ho capito. Danza assoluta
12’, 1991
con Fabrizio Crisafulli.
 


Ad eccezione di Ddue, creato come opera autonoma, i video sono stati concepiti in funzione di spettacoli o installazioni. Ma hanno anche valore di opere indipendenti, e in quanto tali sono stati a volte presentati al pubblico.

Per le sue caratteristiche di materiale vivo e reattivo, Finalmente ho capito. Danza assoluta è stato impiegato dall’autore (su monitor o in videoproiezione) in installazioni diverse e in vari interventi di “Teatro dei luoghi”, in combinazione con azioni, luci, suoni, altri video, ogni volta differenti. Scrive Crisafulli: «Il principio era quello di attivare, sulla base di un primo impulso casuale, un flusso di movimenti continui del corpo che non riconducessero mai ad un gesto rapportabile al quotidiano, ad una funzione, ecc. Con la regola di non fermarsi mai. Fino ad arrivare al flusso. Ad una specie di involontarietà del movimento. Dove il corpo diviene veicolo di impulsi che incessantemente si incorporano e si dissolvono senza creare mai figure fisse, per lasciare affiorare altri impulsi, e così via. Quell’azione senza inizio né fine, sfuggente e indefinibile, è una specie di cavo che ogni spettatore può riempire di immagini, di intenzioni, significati. [...] Si è trattato di sciogliere il corpo da forme rapprese» (in Simonetta Lux, Oltre il linguaggio. Intervista a Fabrizio Crisafulli, in Id. (a cura di), Lingua stellare. Il teatro di Fabrizio Crisafulli. 1991-2002, Lithos, Roma, 2003)

«Giovanni Bonifacio, nel suo L’arte de’ cenni, pubblicato nel 1616, individua e classifica oltre 600 gesti umani (signa membrorum): una sorta, come dice Chastel, di “fisiognomica” generalizzata; una semiologia del corpo, con l’aggiunta dei movimenti volontari, dei gesti calcolati. Nella danza assoluta non c’è nessuno di quei seicento gesti» (Fabrizio Crisafulli).

«La danza assoluta è una performance videoproiettata, in cui lartista stesso, vestito di bianco su un fondo scuro, esegue un solo fatto di movimenti accelerati, continui, involontari” [...]. Una specie di non-senso e qualcosa che, allo stesso tempo, apre a moltissime possibilità di senso».                                                                     (Simonetta Lux, Una semplice allucinazione, secondo Rimbaud, introduzione a Id. (a cura di), Lingua stellare. cit.)


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